Prof. MANLIO SCHETTINI

Oltre a produrre l’urina attraverso il meccanismo di filtrazione renale, l’apparato urinario si occupa anche di immagazzinarla e smaltirla adeguatamente. Queste ultime due funzioni sono svolte dagli organi terminali dell’apparato: la vescica e l’uretra. Nell’apparato urinario maschile fra questi due ultimi organi si incastra la prostata, ghiandola dell’apparato genitale adibita al completamento della funzione eiaculatoria. La crescita anomala di questo organo può determinare seri problemi nello smaltimento dell’urina presente in vescica. L’ingrossamento prostatico può essere legato alla presenza di un carcinoma, o anche ad una crescita benigna, cosiddetta Iperplasia Prostatica. Nel primo caso la diagnosi è guidata dal dosaggio ematico del PSA, da un’accurata visita clinica, dall’esecuzione di una Risonanza Magnetica multiparametrica e confermata dall’esecuzione di una biopsia prostatica. Il Carcinoma della Prostata può oggi essere curato brillantemente con la Chirurgia, ma anche con metodiche non chirurgiche come la Radioterapia o gli Ultrasuoni Focalizzati: discrimine Clinico, età del paziente, condizioni generali dello stesso guideranno la terapia.

 Nel secondo caso sarà necessario studiare in termini funzionali il meccanismo di vuotamento vescicale attraverso la misurazione della forza del flusso urinario e della contrazione del muscolo vescicale.

Qualora questo sistema risulti ostruito si può ricorrere a terapie con farmaci naturali, come la Serenoa Repens, il Pygeum Africanum, la Capsaicina o altro, ovvero all’uso di farmaci più potenti come gli alfa-litici o gli inibitori delle  5-alfa –reduttasi. Quando la terapia farmacologica non è più efficace si ricorre ad un  intervento di disostruzione, che consiste  nel rimuovere la parte ingrossata di prostata, che risulta essere quella centrale che comprime l’uretra.

Questa procedura si può effettuare in varie modalità: a cielo aperto o in endoscopia. Con quest’ultima metodica sono sfruttabili energie come la corrente elettrica bipolare o il raggio LASER. Il Greenlight è, infatti, un LASER di colore verde ottenuto da vapori di Litio Triborato elettivamente assorbito dall’emoglobina. Tale potentissima energia è in grado di vaporizzare il tessuto prostatico e dissolverlo, eliminando con precisione la parte di prostata che ostruisce la via urinaria. Con l’aumentare della vita media ed il miglioramento della possibilità diagnostiche questi interventi disostruttivi sono diventati routinari, per cui si tende ad eseguirli con brevi ricoveri permettendo un rapido ritorno alle attività normali, con completa ripresa della funzione minzionale.

Articolo estratto dal sito: www.ilfaronero.it

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